Il problema della crescita del PIL dell’Italia

P R E L U D I O

 

Nel corso del 2011, la tendenza del PIL italiano a rimanere quasi stabile, con rischio di diminuzione, inizio emblematico di recessione, ha avuto e continua ad avere moltissimi commenti sui media italiani e internazionali. Particolarmente durante le nevrotiche e confusionarie (quanto autolodate dal Premier) 4 modifiche che si sono succedute per mettere a punto e far approvare dal Parlamento la cosiddetta “manovra” di metà Settembre 2011.

Ho letto quotidianamente la stampa e ascoltato varie TV, in particolare i commenti sulle possibili e proposte azioni per promuovere “la crescita del PIL”, riportati o detti in diretta dal Premier o da “politici-di-rilievo-mediatico”. Oppure commenti di sedicenti economisti-giornalisti o inesperti docenti-universitari, in carriera-mediatica (di entrambe le parti politiche).

 

Ebbene, io non ho “mai” riscontrato commenti propositivi alla “manovra” in fase di assemblaggio, che avessero un contenuto pertinente, concreto in quanto fattibile e credibile, sul piano economico e tecnico-imprenditoriale, per promuovere, se approvati ed applicati con determinazione, l’indispensabile crescita economica del PIL dell’Italia.

La mia impressione personale, basata su molti anni di esperienza manageriale in imprese internazionali in Europa, più 4 anni in Cina, è che tali commenti o proposte siano originati da politici-mediatici e/o commentatori-di-parte che, dei fattori costruttivi della crescita economica di uno Stato, non ne sappiano niente o troppo poco o che si sforzino di “truffare” mediaticamente l’opinione pubblica italiana esclusivamente per fini elettorali di breve termine, raccontando delle vere e proprie “bufale-concettuali”.

 

S I P A R I O

 

Le ultime parole famose del Ministro degli Esteri Franco Frattini:

“All’estero siamo meglio considerati che all’interno in Italia”…..

 

mario draghi,giulio tremonti,pil italiano,piazza affari,bilancio dello stato

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Perchè Silvio Berlusconi

è inadatto a guidare l’Italia.

 

 

L’uomo che ha rovinato

un intero Paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mamma mia.

Noi andiamo ancora avanti.

 

 

Basta.

Per l’Italia è l’ora di licenziare Berlusconi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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 Silvio Berlusconi Rock Star Anno 2010

 

 

L’Italia paga le “cazzate” di Berlusconi.

 

 

 

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 Cortigiane-a-tariffa-variabile a Villa Certosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto all’immagine del premier in Italia …..

 

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C O M M E N T I

 

“Politici-di-rilievo-mediatico” & “politici-peones”

 

Risulta dalle “presenze mediatiche” su stampa e TV che la maggioranza dei cosiddetti “politici-di-rilievo-mediatico” in Parlamento, è composta da 30-40 persone al più, trasversali, mentre gli altri 875-885 Parlamentari sono – di fatto – “solo-impiegati-non-eletti-dal-popolo” dei 5 partiti che costituiscono la “dittatura-oligarchica-politica” garantita dalla pessima “Legge Porcellum”. A suo tempo proposta dal relatore Roberto Calderoni della Lega, un “sedicente medico dentista” (gli mancano sempre 15 esami per laurearsi, ma dette anni fa ben 3 feste di laurea come racconta stizzita la ex-moglie).

I 875-885 “peones” sono costituiti principalmente da avvocati o giuristi, medici, giornalisti, dirigenti-politici locali (con doppio o triplo lavoro), da sindacalisti (pratici solo di comizi “sessantottini” imparati a memoria nel proprio sindacato), da sedicenti-imprenditori-sulla-carta (spesso raccogliticci di esperienza pratica, ma assenti troppo spesso dalle aule parlamentari), giovani signore (dal dubbio ma conclamato pedigree politico), ed altre dichiarate sedicenti-professioni, di cui fanno vanto spregiudicato (spesso con falsità) nei cosiddetti “profili ufficiali dei Parlamentari”.

 

Ossia tutte persone che, di lavoro professionale in aziende in libero mercato  di economia-imprenditoriale-pratica, “non” hanno alcuna esperienza se non la pretesa arroganza e supponenza gratuita di parlarne senza sapere “cosa” dicono.

In caso di palese necessità, questi “politici-di-rilievo-mediatico” o ”peones” in Parlamento, sentendosi insicuri, si rivolgono a “consulenti esterni”, organizzati in “cricche-affaristiche”, autoreferenti e di autocelebrata esperienza professionale, che, a suon di decine o, spesso, centinaia di migliaia di Euro (pagate dai cittadini), redigono corposi rapporti, con lussuose copertine, che poi quasi nessuno legge approfonditamente o capisce, e che finiscono immancabilmente nell’oblio dei ripostigli parlamentari e di partito.

 

Come operano le “cricche-politico-affaristiche” locali

 

Vuole un esempio “epocale” e significativo dell’incapacità politico-manageriale, dell’affarismo politico-imprenditoriale di dubbia legalità? Un esempio tra moltissimi e troppi in Italia:

……….

Nella Provincia di Oristano, in Sardegna, in località Fenosu a circa 4 km dal capoluogo, nell’Estate 2010 si inaugurarono i primi voli sporadici, prevalentemente turistici, di un piccolo aeroporto, denominato appunto Aeroporto di Fenosa. Situato in un’area gradatamente predisposta grazie a un investimento pubblico di circa 20 milioni di Euro, si rivelò subito un ennesimo progetto velleitario, privo di un piano industriale serio e realistico di medio-lungo termine. Morale: la società di gestione, Sogeaor, è stata ora dichiarata fallita (come informa l’Unione Sarda del 28.09.2011), con circa 5 milioni di Euro di debiti. Il concordato fallimentare stabilisce che i creditori potranno ricevere a saldo il 50% ossia 2,5 milioni di Euro mentre il terreno e le costruzioni dell’aeroporto saranno poste in vendita al prezzo di 120.000 Euro, cioè “uno prezzo ultrastracciato”.…. Indovina Lei chi pagherà i 2,5 milioni ai creditori ? …..ma la Regione Sardegna, la Provincia e il Comune di Oristano….. cioè, come sempre, i cittadini…..20 + 2,5 milioni di Euro…..una bella “pescata” per la “cricca-politico-affaristica” locale…. Ma nessuno andrà in galera…..mica hanno rubato un kg di mele…..

……….

Questa è l’Italia politica, bellezza!

 

Il “bla-bla-bla” in idioma “politichese”

 

Ecco una selezione di alcune “frasi-roboanti-epocali” molto gettonate dai “politici-mediatici”, di maggioranza e/o di opposizione:

 

a)      “Ora, fatta la manovra di Settembre, lavoreremo per le riforme strutturali”.

b)      “Per la crescita è indispensabile sviluppare le risorse del Sud”.

c)      “Le nostre banche sono solide e più affidabili di molte altre europee”.

d)     “Il governo ha una maggioranza solida, per cui andremo avanti sino al 2013”.

e)      “Il governo sta varando un programma di crescita con 27 punti orientativi.

f)       “Il costo della politica è un’invenzione di giornalisti sfacendati”.

g)     “Per la crescita bisogna ridurre le tasse alle aziende e promuovere l’occupazione.

h)     “La crisi economica? Se l’Italia va giù, la Padania va su”.

i)       “All’estero siamo meglio considerati che all’interno in Italia”.

j)       “L’Italia è uno stato di polizia, senza libertà, senza privacy”.

k)     “Più mercato, liberalizzazioni e innovazioni: con la crescita potete farcela”.

 

 Secondo me, queste “frasi-roboanti-epocali” si caratterizzano per essere alternativamente:

 

Ø      Insulse, prive di senso, velleitarie, schiamazzi da Bar Sport: f), h),.

Ø      Enunciazioni generiche, senza spiegare “quali azioni”, “quali obiettivi”, “a quali costi”, “quando”, “quali rischi”, “chi sarà responsabile dei risultati”: a), b), e), g), k).

Ø      False, essendo dimostrato il contrario: c), i, j).

Ø      Ossia “vivere alla giornata”, con 8-10 “deputati-escort” di maggioranza alla Camera: d)

 

10 idee per rilanciare l’Italia, suggerite dai docenti dell’Università L.Bocconi di Milano

 

La rivista Panorama (21 Settembre 2011) ha chiesto ai docenti dell’Università L.Bocconi di Milano se ci siano ricette adottate in altri Stati che possano essere importate in Italia per risolvere alcuni dei suoi problemi cronici. Eccone 10:

 

  1. Aumentare la concorrenza, ossia:

(a) Riportare il nostro Antitrust a occuparsi della tutela della concorrenza con più controlli e più sanzioni alle imprese che violano le leggi sulla concorrenza.

(b) Rendere meno burocratico il funzionamento delle autorità e aprire la selezione dei funzionari/dirigenti in modo da privilegiare la competenza. (Da Regno Unito).

  1. Stimolare lo sviluppo per diminuire il debito pubblico, ossia:

(a) Incentivi fiscali alle imprese che investono in Italia, e alle imprese che incrementano le loro esportazioni.

(b) Aumento della % di popolazione occupata.

(c) Una maggiore partecipazione al mercato del lavoro delle donne.

(d) Investimenti sostenuti e mirati settoriali nell’istruzione e formazione,

                 privilegiando il merito. (Da Irlanda Anni ’90).

 

  1. Migliorare l’efficienza del sistema universitario, ossia:

(a) Collocare almeno il 30% delle risorse ministeriali ai dipartimenti universitari in base ai risultati ottenuti e alla qualità della ricerca. Questi risultati da valutarsi da un panel di veri esperti, non solo italiani. Ogni 3-4 anni si verificheranno nuovamente i risultati e si modificherà la distribuzione delle risorse pubbliche, in base al merito oggettivo conseguito. Ogni dipartimento deciderà in modo autonomo come utilizzare questi soldi.

 (b) I professori devono essere pagati in modo diverso, premiando i più bravi (e non i più anziani o politicizzati): per esempio quelli che assistono attivamente gli studenti, vanno a lezione, producono buona ricerca. (Da Regno Unito).

  1. Pensioni: garantire un futuro sicuro per i giovani, ossia:

(a) In Italia chi aveva più di 18 anni di contributi è rimasto al vecchio sistema retributivo e per gli altri è stato adottato un calcolo misto. Invece un nuovo auspicabile sistema dovrebbe spalmare la riforma su tutti.

(b) Nella nuova riforma il 18,5% del reddito dei lavoratori dovrebbe alimentare il sistema previdenziale. Il 16% andrebbe alla pensione pubblica, mentre il 2,5% alla previdenza integrativa privata Nel 2010. la spesa pensionistica in % sul PIL è stata in Italia del 14,0% e in Svezia del 9,6%.

(c) L’ammontare dei benefici previdenziali andrebbe ricalcolato ogni anno non solo in base all’andamento dell’inflazione ma anche in base alla crescita o diminuzione del PIL. Questo trasformerebbe i pensionati da rappresentanti di una rendita di posizione a persone coinvolte nei successi e negli insuccessi dell’intera economia. (Da Svezia).

  1. Lavoro femminile. Far lavorare più donne, ossia:

(a) Introdurre sussidi o agevolazioni fiscali condizionati all’impiego, che fanno aumentare l’occupazione femminile e ridurre la disoccupazione di lungo periodo. Ad esempio il “Working Family Tax Credit” è un sussidio concesso alle famiglie a condizione che un individuo lavori almeno 16 ore alla settimana (30 ore se senza figli) e che il reddito familiare  non sia superiore a determinate cifre che dipendono dalla numerosità familiare.

(b) Il sistema funziona e ha fatto entrare in UK nel mercato del lavoro molti uomini e soprattutto donne a basso reddito.

 (c) Abolire le detrazioni fiscali per i coniugi a carico, che scoraggiano la ricerca di un lavoro da parte della moglie non occupata: nel momento in cui un familiare inizia a lavorare, il superamento di un dato livello di reddito famigliare fa perdere infatti al contribuente il diritto alla detrazione. (Da Regno Unito).

  1. Disoccupazione giovanile: far lavorare più giovani, ossia:

(a) Introdurre l’apprendistato alla tedesca (e svizzera), creando una categoria di corsi di studio con contenuti molto tecnico-professionali, un aggancio diretto al mondo delle aziende: elettronica, informatica, meccanica, chimica, pseudoingegneria, ricerca e sviluppo prodotti, marketing, gestione vendite, programmazione industriale, controllo budgetario, analisi dei rischi e degli scenari futuribili, comunicazione aziendale, assistenza sanitaria, ecc. Gli studenti dovrebbero dividersi tra aula ed esperienza in azienda. Sarebbero nuove “lauree brevi” gestite insieme alle imprese-sponsor interessate ai futuri “brevi-laureati”.

(b) Tali corsi potrebbero godere di garanzie di assunzione da parte delle aziende cooperanti, evitando così la frustrazione dei contratti temporanei o a progetto o di parasubordinato. (Da Germania).

  1. Migliorare la “casta politica”, ossia:

(a) Restituire agli elettori la possibilità di scegliere chi votare.

(b)Aumentare la competizione tra i candidati.

(c) Ridurre il numero dei Parlamentari e dei collegi elettorali.

(d)Non far disegnare i collegi elettorali dai politici, che tendono sempre a proteggere le proprie “cricche politiche” locali, ma farli disegnare (come in California) da una commissione veramente indipendente che tiene conto di criteri demografici, etnici e socioeconomici.

(e) Nel definire i confini di ogni collegio, la commissione dovrebbe considerare anche la composizione dell’elettorato, così da rendere il più competitivo possibile l’esito atteso dello scontro elettorale. (da California, USA).

  1. Evasione fiscale: avere più dati per colpire gli evasori, ossia:

(a) Uno dei principali ostacoli alla lotta all’evasione fiscale (dell’IVA in particolare) è la mancanza di una misurazione efficace del fenomeno: abbiamo molti indicatori, ma sono parziali e poco attendibili. Quindi introdurre un sistema di monitoraggio annuale (Tax Gap) della differenza tra tasse effettivamente pagate e tasse che teoricamente andrebbero pagate.

(b) La rilevazione, a cura dell’Agenzia delle Entrate, andrebbe presentata ogni anno

     all’opinione pubblica.

 

(c) Grazie al Tax Gap diventa più facile e attendibile verificare quali strumenti hanno un reale impatto sulla riduzione dell’evasione.  Nel 2010 in Italia l’evasione dell’IVA è stimata nel 22% del totale, in UK del 17%. (Da Regno Unito).

  1. Invecchiamento: aumentare la natalità, ossia:

(a) Aumentare la % del PIL in vari sostegni alle famiglie (in Francia è del 3,7%): più asili nido, aiuti per famiglie numerose non abbienti, sconti fiscali in base al “quoziente familiare”.

(b) Ridistribuire la spesa pubblica dagli anziani (a partire dai pensionati con oltre, ad esempio, i 50.000 Euro di pensione annua, ai bambini e alle loro famiglie meno abbienti. Il problema politico è che gli anziani votano e i bambini no….. (Da Francia).

  1. Professioni: riformare gli Ordini, ossia:

(a) In Italia gli Ordini Professionali svolgono due ruoli che in teoria dovrebbero essere in competizione tra loro: il ruolo di controllo e regolamentazione da una parte e quello di rappresentanza dall’altra.  Per esempio, nel caso degli avvocati (circa 207.000 in Italia, contro i 52.000 in Francia, 117.000 nel Regno Unito e 121.000 in Germania), l’ordine regola l’accesso alla professione, rappresenta la categoria, stabilisce il codice deontologico e applica le sanzioni. Il problema è che gli Ordini sono composti esclusivamente da professionisti e nei loro organi di gestione non sono rappresentati gli utenti: cittadini, imprese e istituzioni. In questo modo essi tendono (eccome!) a diventare uno strumento di difesa ad oltranza dei loro interessi corporativi. In UK si è risolto questo conflitto d’interessi dividendo in modo chiaro i due ruoli: c’è un’autorità indipendente i cui membri non sono solo avvocati ma anche rappresentanti dei consumatori, delle imprese, del Governo, che si occupa dell’accesso alla professione, deontologia, sanzioni, tutela dei consumatori. Mentre la rappresentanza della categoria è affidata dalla “Law Society”, che funge da sindacato.

 (b) L’Italia dovrebbe creare delle autorità simili a quelle britanniche – per tutti gli Ordini – con l’accortezza però di ridurre la presenza dei politici al loro interno: molte professioni sono infatti fortemente (troppo!) presenti nella “casta politica” italiana (avvocati, medici, giornalisti). (Da Regno Unito).

 

Mi sembrano tutte delle ottime idee, tra l’altro già sperimentate con successo all’estero. Ma temo che i nostri cosiddetti “rappresentanti democratici del popolo” non abbiano tempo per valutarle. Essendo già troppo occupati in masturbazioni mentali politichesi su temi di lunga routine: prescrizione dei reati, intercettazioni, processi del premier, nuove manovre-anti-spread, ecc.

 

Scenari futuribili

Il problema della crescita del PIL dell’Italia è ovviamente condizionato dalle realtà e prospettive di una serie di tendenze economiche e politiche di carattere globale o nazionale:

A. Dal 27 settembre 2011 il mondo consuma più risorse di quante ne produce.

Mancano ancora più di due mesi alla fine dell’anno2011 e siamo già in rosso. La Terra dal 27 settembre 2011 ha raggiunto il limite: consuma più risorse di quanto è in grado di produrne. In inglese si dice che abbiamo raggiunto l’Earth Overshoot Day (Eod), quando il consumo di risorse oltrepassa la soglia calcolata per tutto il 2011. Lo ricorda l’organizzazione Global Footprint Network.  A pagare le spese del deficit saranno soprattutto le foreste (che devono assorbire l’anidride carbonica in più), la qualità dell’aria (maggior inquinamento), gli oceani (scarico di rifiuti e sovrasfruttamento degli stock ittici), e ci sarà un impatto maggiore dei cambiamenti climatici. L’Eod aiuta a comprendere il divario tra il livello sostenibile dello sviluppo e quello reale: secondo il modello di vita che stiamo conducendo a livello globale (le realtà infatti sono molto diversificate tra i Paesi sviluppati e il Terzo mondo) prima della metà del secolo avremo bisogno di due pianeti. Solo che non li abbiamo. Alla fine dell’anno consumeremo il 135% delle risorse prodotte nel 2011. E quel che è peggio stiamo accelerando il ritmo di consumo: lo scorso anno, per esempio, l’Eod si era raggiunto circa quindici giorni dopo.

 

B. LA “CRESCITA” E’ E SARA’ POSSIBILE “QUASI SOLO” PER GLI STATI IN VIA DI SVILUPPO CON FORTE POTENZIALE DI CONSUMI DOMESTICI.

 

Prendiamo i cosiddetti “BRICS” (Brasile, Russia, India, Cina, South Africa), aggiungiamo la Turchia. Sono Stati con popolazioni enormi, in forte via di sviluppo industriale, agricolo, commerciale interno ed export. Di anno in anno migliorano la qualità delle loro produzioni e hanno costi di prodotto finito drammaticamente inferiori a quelli dei concorrenti cosiddetti “occidentali”. Il forte incremento dei consumi interni – con grandi prospettive future – e il mercato globale li spinge a “invadere” sempre più l’Unione Europea, il Nord America e l’Africa, nonché gli Stati confinanti. Non ci sono illusioni di “dazi” che tengano.

Ne consegue che, potendo contare su economie di scala inimmaginabili per moltissimi prodotti e manufatti Made in Italy,  moltissime imprese italiane (il 56% produce un fatturato inferiore a 100.000 Euro annuo!!!) siano destinate a sopravvivere a malapena o a fallire o a puntare su drastiche diversificazioni produttive e di marketing, investendo quanto sia necessario in ricerca di prodotto  e sviluppo, preoccupandosi di addestrare tecnologicamente nuove leve di giovani, dirigenti e  dipendenti, a livelli competitivi internazionali.

Potranno continuare a crescere i settori e le aziende “premium price” (con palese valore aggiunto competitivo), che possiamo denominare “strategici” che dovremmo proteggere e assistere istituzionalmente e fiscalmente (agroalimentare d’élite, macchine utensili, telematica, robotica, cantieristica, moda d’élite, patrimoni architettonici-culturali, ecc.).

Ne consegue che, prevedere di aumentare il PIL italiano con la forte crescita delle esportazioni sia una semplice e pura follia o menzogna, se conclamata dai politici.

 

 

C. IN ITALIA, I CONSUMI INTERNI “NON” CRESCERANNO IN MISURA SIGNIFICATIVA

 

I consumi interni sono ritornati ai livelli di 10 anni fa. La percezione generale della crisi finanziaria ed economica (generata dagli ineffabili e ipocriti USA coi loro associati British) e la generale palese disillusione sulle capacità effettive delle due “caste politiche” (maggioranza ed opposizione) di “dire la verità tempestivamente” e di “agire concretamente con efficacia” per arginare se non risolvere i gravissimi problemi finanziari di Bilancio, strutturali dello Stato e d’immagine del Governo, interna ed internazionale, hanno creato in crescendo una diffidenza generalizzata che sfocia in sfiducia, che non cambiano dall’oggi al domani Per cui, “la gente tira i remi in barca” e “taglia consumi non indispensabili”. E vari milioni di famiglie si sono ulteriormente impoveriti. Ne consegue che, prevedere di aumentare il PIL italiano con la crescita dei consumi interni sia una semplice e pura follia o menzogna, se conclamata dai politici.

 

D. SENZA INTERVENTI ULTRA-DRASTICI, IL DEBITO SOVRANO ITALIANO “NON” DIMINUIRA’

 

Nel 2011 il debito sovrano italiano si aggira su circa 1.900 miliardi di Euro, ossia circa il 120% del PIL (circa 1.580 miliardi). Gli interessi passivi nel 2011 ammontano al 4,8% del PIL ovvero circa 76 miliardi di Euro. Da questi dati si evince che, pagati ogni anno gli interessi passivi, in caso di stabilità o quasi del PIL nei prossimi anni (ipotesi più che probabile), sia impensabile una riduzione del debito sovrano senza l’introduzione drastica di riduzioni di spesa pubblica e/o consistenti incassi cash da vendite di unità del patrimonio statale.

 

E. IN ITALIA CI SONO CIRCA 2 MILIONI DI GIOVANI “NEET” SENZA SPERANZA. AUMENTERANNO.

 

NEET = Not in Education, not in Employement, not in Training (giovani che non studiano, non lavorano, non si addestrano per il lavoro, e che non lo cercano più). L’Italia ha il record nell’UE dei “neet”. Questa enorme massa di giovani, avviati verso l’età media, campa sulle spalle dei genitori. “Finché dura fa verdura”, dicono a Roma. Sono giovani spesso diplomati od anche laureati, in genere in discipline cosiddette “umanistiche” ma “inutili” per trovare rapidamente un lavoro stabile (giurisprudenza, lettere, magistero, psicologia, farmacia, medicina generale, scienze naturali, scienze sociali, lingue “non” di moda, ecc. . Discipline tanto care ai genitori di mentalità arteriosclerotica del Sud (e non solo), cui interessa principalmente di avere figli col “titolo di dottttore”……Ma giovani che, finiti gli studi, non sono capaci di fare niente o di intraprendere, e che risultano “massa morta” da addestrare da “zero” nelle aziende, che preferiscono, se hanno necessità, assumere giovani con studi tecnico-scientifici, magari con già qualche esperienza significativa di lavoro.

Questa massa di “neet” è destinata fatalmente ad aumentare. Anche perché il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca “non” ha ancora capito che bisogna investire in scuole professionali avanzate, settoriali, con la sponsorizzazione di imprese interessate. Come suggerito, tra l’altro, dall’Università L.Bocconi. Veda il punto 6 (a).

 

F. MALGRADO LA DRAMMATICA CRISI FINANZIARIA-ECONOMICA, GLI SPRECHI DI DENARO PUBBLICO AUMENTANO, SIA CENTRALMENTE CHE NELLE REGIONI, PROVINCIE, COMUNI.

 

Visto dalla prospettiva del cittadino all’angolo della strada, la proliferazione di enti istituzionali inutili (da sempre) o in eccesso di necessità obiettive, come pure l’enorme aumento negli ultimi anni di aziende partecipate dagli enti locali, molte delle quali servono “solo” a mantenere “occupati” politici “trombati” o membri di “tengo famiglia”, inducono a immaginare la maggior parte dell’Italia come “una immensa stalla di vacche da mungere”. A questo si aggiunge il criminale, asociale, diseconomico e spesso truffaldino livello delle retribuzioni dei Parlamentari e dei dirigenti dell’Amministrazione Pubblica centrale, regionale e provinciale. I cittadini italiani pagano la loro casta-politica 3-4 volte più di quanto gli USA paghino le corrispondenti funzioni pubbliche e almeno il doppio della media dell’UE……Ma l’ineffabile Massimo D’Alema commenta che: “I costi della politica sono un’invenzione di giornalisti sfacendati”…..

 

C O N C L U S I O N E

 

  1. A mio avviso, l’Italia si sta avvicinando, a passi felpati, a una situazione finanziaria-economica simile per gravità a quella della Grecia. Il Governo italiano continua imperterrito col suo show-off di ottimismo-illusionista, che non incanta affatto il mondo della finanza internazionale e speculatrice. Nonché almeno un quarto di elettori italiani tuttora (ma fino a quando?) inebetiti dalle TV di Mediaset e dalle dicerie furbesche, da Bar Sport,  del premier-sedicente-stallone.

 

  1. Il premier, cementato da farmaci quotidiani, continua col suo comportamento da malato-psichico, come realisticamente e doverosamente informò la Signora Veronica, sua ex-moglie, al tempo della richiesta di divorzio. L’evidente obiettivo- unico del premier – oltre a vagheggiare la perduta gioventù di sera insieme a cortigiane-a-tariffa-variabile e a menestrelli – è quello di non finire condannato (a 75 anni finirebbe “solo” agli arresti domiciliari). Per cui arranca con proclami di riforme con percorso tipo “tela di Penelope” (ovvero oggi fa e domani disfa). Già sogna e si preorganizza per “vincere le prossime elezioni politiche”, contando sull’evidente frammentarietà dell’Opposizione.

 

  1. La Confindustria e il mondo industriale ed esportatore continuano giustamente a lamentarsi delle deficienze di supporto istituzionale e fiscale da parte del Governo. Dovrebbero anche “copiare” come si organizzano i tedeschi, i francesi, gli olandesi per esportare efficacemente in Asia: trasformando in patria i distretti industriali omogenei in “consorzi-organizzativi settoriali”, concentrando unitariamente risorse finanziarie, risorse di management & marketing nonché tecnologiche per “invadere” con la propria produzione e distribuzione locale i mercati asiatici. Invece, in Italia, vige ancora il detto ormai obsoleto nel contesto di mercato globale: “chi fa per sé, fa per tre”…..Balle!

 

  1. La Lega di Umberto Bossi, assomiglia sempre di più a una “setta-laica”, salvata anni fa dal disastro fallimentare dai “prestiti miliardari” di Silvio Berlusconi (a buon rendere in politica…..), tuttora dominata dal “capo-fachiro” (e da sua moglie), circondato dal cosiddetto “cerchio magico” protagonizzato da un brizzolato studente fuori-corso di odontoiatria, mancato buttafuori di discoteca di paese (Roberto Calderoli), da un pagliaccio-razzista in sovrappeso (Mario Borghezio), da una rozza badante elevata al rango di vice-presidente della Camera (Rosy Mauro), fautrice del “celodurismo al femminile”, e dai due figli-maschi-in-carriera del “capo-fachiro”: il “trota” e la “sardina”. Ciononostante, la Lega si sorregge per merito di non pochi efficaci amministratori locali quarantenni (es: Flavio Tosi a Verona, Attilio Fontana a Varese, Roberto Cota in Piemonte, Flavio Zanonato a Padova, ecc.). Comunque, tutti politici o sedicenti tali, completamente ignoranti (come la gran maggioranza dei Parlamentari) di politica e business internazionali, senza esperienze di seri viaggi professionali o lavoro all’estero, soprattutto in Asia, di cui, forse e a malapena, ricordano il nome delle principali capitali, essendo per loro Gemonio, Ponte di Legno, le fonti del Po sul Monviso, i “templi sacri” del loro credere…..

 

  1. L’Opposizione in Italia si presenta come un “pollaio” con 4 galli in contrasto politico quotidiano (Bersani, Vendola, Di Pietro, Casini). Oggi insieme sull’altare, domani ciascuno rivendicando la propria indipendenza ad oltranza. Ognuno punta ai voti potenziali nella prossima corrida elettiva. Chi più voti raccoglie, più soldi di rimborso ottiene dallo Stato (money, money!). Un gran vantaggio per l’attuale maggioranza. Un’Opposizione obsoleta. Largo ai giovani!

 

  1. L’Italia, suppongo, vanta il record mondiale de “la persona sbagliata al posto sbagliato” nelle dirigenze politico-amministrative e nel Governo”. E’ come se io, avendo bisogno di andare dal parrucchiere, mi indirizzassero da un macellaio…..Alcuni esempi: il turismo in Italia è una delle principali fonti di entrate. Chi c’è come Ministro? Forse un ex alto dirigente di tour operator internazionali? No! Una “badante di cani”, con delle belle gambe e la chioma rosseggiante!….. L’Agricoltura in Italia è esiziale. Chi c’è come Ministro? Forse un ex alto dirigente marketing di una grande azienda esportatrice di prodotti agroalimentari? No! Un avvocatuccio siciliano, che non ha mai fatto la spesa dal fruttivendolo, indagato per associazione esterna alla mafia, che come forte qualità proclama di essere un “responsabile”!….. Il Porto e la Zona logistica-industriale di Cagliari sono essenziali per la Sardegna. Chi c’è come Presidenti dei due Enti? Forse un ingegnere esperto di logistica industriale e un ingegnere esperto di logistica e trasporti marittimi? No! Rispettivamente un medico pediatra ultra settantenne e un chirurgo plastico ultrasessantenne! E infatti vi domina l’immobilismo scansafatiche…..

Questi esempi di assurde posizioni, che entrano nel ridicolo, sono il frutto dei mercanteggiamenti della casta-politica in Italia, dove, nelle imprese private, molto spesso, c’è “la persona giusta al posto giusto”. Che si paga in base ai risultati conseguiti e “non” in base ai bla-bla-bla nei talk-show in TV.

 

  1. Sarebbe ora di limitare e controllare lo strapotere e la spregiudicata speculazione   finanziaria delle banche in Italia. La crisi finanziaria-economica globale, originata dalle banche-cricca e dagli istituti-finanziari-malavitosi USA & UK, che ha immediatamente contagiato le banche europee, a costi stratosferici per i cittadini degli Stati coinvolti, “non” ha visto un solo banchiere andare in galera!…..Tutti i banchieri, spregiudicati, speculatori e, troppo spesso, truffaldini (la storia dei “titoli derivati”) sono rimasti al loro posto, continuano a percepire bonus e stock options megamilionari e a smerciare “titoli spazzatura”, come se niente fosse successo. Alla faccia di Barack Obama, David Cameron, Angela Merkel, Nicolas Sarkosy, Jean-Claude Trichet e Mario Draghi. Tutti “poverini”…..non lo avevano previsto…..neanche i “loro” chief-economist…..

Esempio di faccia di m….(menta) di un banchiere italiano! Alcune settimane fa, la TV La 7 alla trasmissione di Lilli Gruber “Otto e Mezzo” fu invitato il banchiere Alessandro Profumo, uno che nel 2008 si pappò (ante crisi) oltre 10 milioni annui di Euro tra stipendio, bonus, prebende e stock options. A domanda risponde, affermò che, ora, il suo stipendio si aggira sui 900.000 Euro annui…..”un compenso da Festival di Sanremo”, disse il nostro…..”nella mia banca (Unicredit) lo trovano normale”…..(sic!).

Il Tribunale di Milano ha sequestrato 245 milioni di euro a Unicredit spa con un provvedimento che, per la prima volta in Italia, li quantifica come profitto di una colossale frode fiscale che nel 2007 e 2008 la banca guidata da Alessandro Profumo è accusata di aver attuato attraverso una complessa operazione propostale dall’inglese Barclays, seconda banca al mondo.

E pensare che qualcuno dell’Opposizione lo vorrebbe quale futuro premier…..


 

8.      Della serie “sprechi assurdi”. Un tesoro di 89,7 miliardi di euro nascosto tra le pieghe della burocrazia e dell’ inefficienza. Soldi che servirebbero come il pane per “la crescita”, ma che le Regioni del Mezzogiorno, alle quali sono in gran parte destinati, non riescono a spendere. I numeri della Ragioneria Generale dello Stato sono spietati. Dei 43,6 miliardi di euro messi a disposizione dall’ Unione Europea (49,7%) e dallo Stato (50,3%) per recuperare il ritardo di sviluppo (Fondi Aree Sottoutilizzate) di Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia, a metà dell’ opera (i fondi valgono per il 2007-2013), sono stati spesi appena 2,8 miliardi, il 6,49%.

 

Una % di utilizzo ridicola, notevolmente inferiore alle % di utilizzo dei Fondi FAS da parte di qualsiasi altro Stato UE. Perché ? Ovviamente per la scandalosa, asociale, apatica deficienza di capacità manageriali e professionali dei Governatori Regionali e dei loro staff (famigli, laureati in “nulla”, consulenti fasulli). Una incapacità di programmazione industriale e finanziaria dei progetti pubblici e aziendali  che denuncia la gravissima mancanza di professionalità delle classi dirigenti-politiche delle 5 Regioni del Sud: una massa composta in gran parte da imbecilli-intellettivi, arroganti, supponenti ma strapagati che, con l’appoggio costante dei media-complici locali, continuano a truffare-politicamente gli ignari cittadini, forse contenti ma sicuramente canzonati…..

       9.  Si dovrebbe cambiare finalmente e al più presto  la “Legge Porcellum” (Roberto Calderoli fecit). 

           Approvando magari prima e al più presto una Legge che identifichi rigidamente i “profili professionali

           di esperienze” per l’ammissione dei Candidati(e) al Parlamento e ai Consigli Regionali, per escludere

         “ persone arteriosclerotiche per età”, “persone sbagliate al posto sbagliato”, “sottosviluppati(e)-mentali” e

         “ruffiani(e)-escort” nonché gli indagati e i condannati per reati civili o penali anche se solo in primo grado, 

           che abbondano nell’attuale Parlamento (almeno 85!)! E per non più di due legislature. Largo ai giovani.

 

       La speranza è l’ultima speme che fugge i sepolcri”. (Ugo Foscolo).

 

 

Grazie per la Sua gentile e lunga attenzione!

 

gualtiero.blog@gmail.com

 

 

 

Il problema della crescita del PIL dell’Italiaultima modifica: 2011-10-21T19:10:00+00:00da gualtiero.pw
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