Il sistema pensioni in Italia ? Una truffa sociale !

 

 

P R O L O G O

 

Ormai da molti mesi si parla e si comunica quotidianamente sul tema delle pensioni. C’è chi considera il sistema italiano “equo” o “equilibrato”, “sostenibile” e chi lo considera “iniquo”. Io lo considero una “truffa sociale”, sin dall’inizio. E’ un sistema con approccio “capitalistico” (più alto è il salario, più alta sarà la mia pensione, secondo il precedente “sistema basato sul reddito individuale”, ora abbiamo il “sistema contributivo” che premia, comunque, i contributi ingenti) e “non sociale” (tutti i cittadini dovrebbero accedere a un minimo di pensione sufficiente a garantire un effettivo anche se modesto livello di qualità di vita). Invece abbiamo molti milioni di pensionati ( il 51% dei pensionati ) che percepiscono meno di 500 Euro mensili e qualche centinaio di migliaia di pensionati che incassano pensioni mensili assurdamente troppo alte, anche cumulando 2-3 o più pensioni. Questa è pura sperequazione, asociale e punitiva per le classi di cittadini meno abbienti. Ma tutti i governi dal dopoguerra in poi e tutti i sindacati – verbosi, schiamazzanti ma inconcludenti – hanno evitato di ricostruire il sistema pensionistico su basi veramente sociali e si sono accontentati di “rabberciature” di dettaglio, guardandosi bene dall’analizzare e valutare sistemi pensionistici stranieri, genuinamente sociali, come ad esempio quello svizzero. Evidentemente per loro contano di più gli schiamazzi sbandierati in piazza (sempre più inutili) che studi comparativi  di sistemi pensionistici veramente “sociali” ed “equi”.

 

 

S I P A R I O

 

Photo Gallery emblematica delle più grosse “sanguisughe” del sistema pensioni in Italia:

 

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Mario Sentinelli                    Mauro Gambero                     Alberto De Petris

Mensile    90.247 Euro          Mensile    51.160 Euro            Mensile    50.274 Euro

Annua 1.173.205 Euro          Annua    665.000 Euro            Annua    653.000

Record italiano                     2° posto per merito                3° posto per merito

 

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Germano Fanelli                                        Vito Gamberale                      Felice Crosta

Mensile  50.211 Euro                                  Mensile   44.162 Euro             Mensile   43.600 Euro

Annua  600.000 Euro                                  Annua   542.000 Euro             Annua   496.139

4° posto per merito                                    5° posto per merito                6° posto per merito

 

 

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Alberto Giordano           Federico Imbert

Mensile   42.246 Euro    Mensile   41.521 Euro

Annua   549.000 Euro    Annua   539.000 Euro

7° posto per merito       8° posto per merito

 

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Giuliano Amato

Mensile   30.000 Euro netti

Annua   390.000 Euro netti

Ex Parlamentare “pensionato d’oro”

 

 

 

C O M M E N T I

 

In Italia, nel 2011, avevamo circa 17,5 milioni di pensionati. Ci sono circa 70 pensionati ogni 100 occupati. Di questo passo e con l’attuale sistema pensionistico, non tardi, il numero dei pensionati supererà la forza lavoro. Come farà lo Stato a pagare le pensioni? Continuando a far crescere il debito pubblico? Impossibile. L’Italia andrebbe sicuramente in “default”!

Dovrà diminuire drasticamente le pensioni. A danno dei giovani d’oggi!

 

Su 100 pensionati:

– 51    % percepisce meno di       500 Euro mensili, ossia circa  8.925.000 cittadini

– 29    %                  da    500 a 1.000                    ,                 5.075.000       

– 11,1 %                  da 1.000 a 1.500                    ,                 1.942.500       

   9,9 %                  più di        1.500                    ,                 1.732.500       

 

Come possono vivere con un minimo di qualità di vita gli 8.925.000 cittadini che ricevono meno di 500 Euro mensili di pensione? Quando poi la pensione mensile si aggira sui 200-300 Euro? Vivacchiano di miseria, di aiuto da parte dei parenti e/o della Caritas o altre associazioni volontarie, quando va bene! Ma sono anche loro, a tutti (quasi) gli effetti, dei cittadini italiani: la vedova anziana e sola, il pastore vecchio, l’operaio disoccupato da troppi anni, l’invalido (vero) scarsamente aiutato dai congiunti, ecc. Per contro, tra i 1.732.500 pensionati che percepiscono più di 1.500 Euro mensili ci sono centinaia di migliaia di cittadini che ricevono pensioni assurdamente troppo alte, magari 2-3 o anche 4 pensioni, consumando risorse statali che dovrebbero essere allocate alle classi pensionistiche decisamente penalizzate da un Sistema INPS malamente ideato e modificato nel corso dei decenni e tuttora altamente ingiusto e asociale.

 

Tutto questo nella più completa indifferenza colpevole della “casta politica” e della “casta sindacale”, composte prevalentemente da ignoranti di economia sociale, da avventurieri-politici cinici di lungo-corso, interessati solo da ambizioni di bottega elettorale e da tornaconti personali. Arrivando a fare dichiarazioni pubbliche improntate alla più sfacciata ipocrisia e falsità ideologica.  Da parte di Parlamentari (o alti dirigenti pubblici) peraltro NON eletti dai cittadini ma “nominati” dai 5 capi-partito che costituiscono la dittatura pseudo-democratica in Italia, grazie alla Legge Porcellum (Made in Lega). Alcuni esempi:

 

Il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua dichiara che il sistema previdenziale è in equilibrio e le pensioni delle giovani generazioni non sono a rischio. Secondo Mastrapasqua “l’equilibrio e la stabilità raggiunte dal sistema non sono stati conseguiti a scapito delle giovani generazioni. La pensione ci sarà – ha sostenuto – anche per i giovani. Ma la qualità della loro pensione di domani si costruisce oggi, agganciata sempre più al destino del Sistema Paese”. Accanto alla necessità di una crescita economica del sistema, ha ricordato Mastrapasqua, c’è una necessità che deve essere ribadita ai giovani e ai meno giovani: bisogna lavorare più a lungo. La fuga dal lavoro è un approccio incompatibile con l’allungamento dell’età anagrafica.

 Non è mai troppo presto per pensare alla pensione ma non è mai troppo tardi per lasciare il lavoro, anche quando è discontinuo e flessibile”.

Rassicurazioni, quelle di Mastrapasqua, condivise dall’ ex Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (sedicente ex socialista !). Il sistema previdenziale, ha affermato, è “stabile e non ci sono ragioni per nuovi interventi”. Una stabilità del sistema, ha aggiunto, riconosciuta da tutte le istituzioni e pertanto “non ci sarà nessun nuovo intervento nel settore pensionistico”.

 

Questi due “personaggi”, falsi e bugiardi, e centinaia di altri simili “politici-a-perdere” non si domandano perché, ad esempio eclatante:

 

          c’è chi prende una pensione di 90.247 Euro lordi al mese (record nazionale!), per un totale di 1.173.205 Euro lordi annui, ossia 3.008 Euro lordi al giorno. E’ un tal Ing. Mauro Sentinelli, anni 64, romano, carriera in SIP, TIM e TELECOM. Ha creato, inventato, innovato nel campo dei GSM e dei cellulari. Va bene, ma è pur sempre un cittadino italiano in pensione. Perché deve ricevere una pensione così assurdamente spropositata? Perché il Sistema INPS fa schifo ed è a tutto e “solo” vantaggio di “chi guadagnava di più”. Cioè “le pensioni ricche ai ricchi, le pensioni misere ai poveracci”. Ma la “casta sindacale” e la “casta politica” fanno finta di non sapere.

 

          c’è chi prende una pensione di 51.160 Euro lordi al mese (2° posto per merito) per un totale di 665.000 Euro lordi annui cioè 1.705 Euro lordi al giorno. E’ un tal Mauro Gambero, 67 anni, novarese, ex Interbanca, ex Inter F.C., ex Volare Group prima del suo fallimento. Oggi pluri-consigliere in molte società.

 

          c’è chi prende una pensione di 50.274 Euro lordi al mese (3° posto per merito) per un totale di 653.000 Euro lordi annui ovvero 1.676 Euro lordi al giorno. E’ un tal Alberto De Petris, 68 anni, calabrese, ex STET Netherlands, ex TELECOM France.

 

          c’è chi prende una pensione di 46.211 Euro lordi al mese (4° posto per merito) per un totale di 600.000 Euro lordi annui ossia 1.540 Euro lordi al giorno. E’ un tal Germano Fanelli, 63 anni, mantovano, imprenditore di impiantistica elettronica e semiconduttori. Presidente o consigliere di ben 10 società. Poi dicono che da pensionati ci si annoia….

 

          c’è chi prende una pensione di circa 44.162 lordi mensili (5° posto per merito), per un totale di circa 542.000 Euro lordi annui, ossia circa 1.472 Euro lordi al giorno. E’ un tal Vito Gamberale, 66 anni, abruzzese, ex GEPI, ex ENI, ex Società Autostrade, ex TELECOM.

 

          c’è chi prende una pensione di 43.600 Euro lordi mensili (6° posto per merito), per un totale di 496.139 lordi annui, cioè 41.600 Euro lordi al mese ovvero 1.369 Euro lordi al giorno. Diritto riconosciuto dalla Corte dei Conti (!!!). E’ un tal Felice Crosta, siciliano, ex super-burocrate della Regione Sicilia. “Non ho rubato niente” si giustifica il “pensionato d’oro”. Ma resta il fatto dei suoi 1.369 Euro al giorno contro i 15 Euro in media al giorno del pensionato della fascia minima.

 

          c’è chi prende una pensione di circa 42.246 lordi mensili (7° posto per merito), per un totale di circa 549.000 Euro lordi annui, ossia circa 1.408 Euro lordi al giorno. E’ un tal Alberto Giordano, 70 anni, viterbese, ex Cassa di Risparmio di Roma, ex Capitalia, attualmente presidente di ASPRA Finance.

 

          c’è chi prende una pensione di circa 41.521 lordi mensili (8° posto per merito), per un totale di circa 539.000 Euro lordi annui, ossia circa 1.384 Euro lordi al giorno. E’ un tal Federico Imbert, 60 anni, napoletano, ex J.P.Morgan, oggi legale rappresentante in Italia di Credit Suisse. Carica che esercita da “povero” pensionato. Ovviamente.

 

          E poi, tra altri “pensionati d’oro”, c’è chi prende una pensione di circa 30.000 Euro netti mensili, per un totale di 390.000 Euro netti annui, ovvero 1.068 Euro netti al giorno. E’ un tal Giuliano Amato (socialista !), ex Presidente del Consiglio, ex ministro, che, in tali vesti, ha frequentemente tuonato: ”Senza la riforma delle pensioni me ne vado!”….. Se n’è andato! Ma le sue pensioni sono rimaste tali e quali!. Quando un giornalista gli chiese recentemente se intendeva – data la grave crisi  e gli assurdi costi della politica – autoridursi le pensioni, lui rispose: “non capisco il problema”…..

 

Poi c’è chi prende la pensione a 29 anni, chi prende la pensione pur essendo stato dichiarato “mafioso”, chi prende la pensione per essere stato un solo giorno in Parlamento, chi prende una pensione senza averne diritto, e chi prende 3 o 4 pensioni tutte d’oro. E allora perché quando dicono (la “casta politica”) che bisogna “tagliare le pensioni” non incominciano da questi casi ?

 

E’ quello che si domanda il giornalista Mario Giordano nel suo magistrale libro: “Sanguisughe – Le pensioni d’oro che ci prosciugano le tasche” (Mondadori).

 

“…..C’è l’ex Presidente della Repubblica (Oscar Luigi Scalfaro) che, oltre al vitalizio da Senatore a vita, incassa 4.766 Euro netti al mese come ex magistrato, pur avendo svolto questa attività per soli 3 anni. E poi ci sono le “baby pensioni”, le pensioni ai “mafiosi”, le doppie, triple e quadruple pensioni: mentre al cittadino qualunque vengono chiesti continui sacrifici sul fronte previdenziale, mentre l’Europa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potranno mai avere una vecchiaia serena, la “casta dei pensionati d’oro” mantiene i suoi privilegi, anzi se ne riserva sempre di nuovi.

…..Dal dirigente della Banca d’Italia che va a riposo a 44 anni con 18.000 Euro al mese, al burocrate che, ancora nel 2009, va in pensione a 47 anni con 6.000 Euro netti al mese (e l’incarico da assessore), dal commesso del Senato che prende 8.000 Euro al mese alla bidella pensionata a 29 anni, dal falso cieco che va a ritirare la sua pensione al volante della sua automobile, alle presunte pensionate dell’agricoltura che giurano di aver passato anni a raccogliere “olive quadrate”…..Mario Giordano ci guida nel labirinto degli scandali, degli inganni e degli abusi dell’INPS e di molte Regioni italiane (Sicilia, Campania, Puglia, Calabria e Lazio in testa): un “buco nero” che grava sulle spalle dei contribuenti e mette a rischio il loro futuro, soprattutto dei giovani.”

 

Il Sistema Pensionistico della Svizzera – basato su 3 Pilastri – è uno dei più socialmente equilibrati esistenti al mondo. E’ basato sempre e solo sui contributi dei lavoratori, dei professionisti, delle aziende e delle tasse specifiche. Ma è concepito in modo da garantire un minimo adeguato per consentire al pensionato una decente qualità di vita, che si aggira mediamente su circa 1.300 -1.400 CHF ( 1.066 – 1.148 Euro) mensili, potendo usufruire delle risorse contributive derivanti dalla fissazione di un massimo di pensione mensile per tutti i cittadini che si aggira mediamente su cieca  4.500 – 4.800 CHF ( 3.690 – 3.936 Euro ). Questo significa che i “ricchi contributi” versati da lavoratori, professionisti ed aziende consentono una pensione mensile sino e non oltre il massimo indicato e permettono di finanziare i fondi pensionistici per garantire la pensione minima indicata per i cittadini che hanno versato di meno negli anni. Il Pilastro 2 permette di integrare parallelamente i versamenti obbligatori del Pilastro 1 con versamenti volontari con un’ assicurazione privata per garantirsi un importo di pensione mensile pari al 60% dell’ultima retribuzione ricevuta. Mentre il Pilastro 3 concede la più ampia libertà di assicurazione pensionistica privata integrativa ai Pilastri 1 e 2, che può essere legata (con massimali di versamenti) al Pilastro 3a, con importanti facilitazioni fiscali, oppure essere libera nel Pilastro 3b, senza vincoli,  che consente ai cittadini più abbienti di programmare finanziariamente il proprio futuro pensionistico e/o di investire gradualmente per fini anche diversi: riscatti di mutui, acquisti immobiliari, ecc.

 

Sistema Pensionistico della Svizzera

 

In Svizzera, il sistema della sicurezza sociale riposa sul principio dei tre pilastri ancorati nella Costituzione Federale dal 1972.

Obiettivo della previdenza in Svizzera

In Svizzera, la previdenza riposa sul principio dei tre pilastri. Questa deve permettere di mantenere il livello di vita anteriore al momento della pensione, in caso di invalidità e di decesso, per sé stesso o i superstiti. Tuttavia, le prestazioni obbligatorie generate dei pilastri 1 e 2 non coprono p.ex.  all’età della pensione che circa il 60% del reddito anteriore, ciò che genera un abbassamento del livello di vita alla pensione. Da cui deriva l’importanza crescente della previdenza privata individuale,  chiamata 3 pilastro,  nel concetto dei 3 pilastri 

Pilastro 1 AVS/AI

In Svizzera, la previdenza AVS/AI è obbligatoria per le persone domiciliate o esercitando un’attività professionale lucrativa in Svizzera. Le rendite AVS/AI sono supposte coprire i bisogni vitali all’età della pensione così come in caso di decesso o di invalidità. La quota a titolo dell’AVS/AI è obbligatoria per le persone che esercitano un’attività professionale lucrativa sul territorio della Svizzera. L’importo della pensione è in funzione dell’importo delle quote versate e della durata dei versamenti. Gli anni per chi non ha versato le quote contributive comportano di conseguenza una riduzione proporzionale della pensione futura.

Pilastro 2 LPP

L’obbiettivo della previdenza professionale è di permettere alle persone anziane, superstiti ed invalide,  con la rendita AVS/AI, di mantenere lo standard di vita anteriore in modo appropriato. Tutte le persone che esercitano un’attività professionale lucrativa in Svizzera e che percepiscono un reddito annuo di almeno CHF 20’520.- sono assicurate obbligatoriamente. Sono assicurati – a partire dal 1 gennaio dopo il completamento del 17 anno di età – i rischi di decesso e di invalidità. A partire dal 1 gennaio – dopo completamento del 24° anno di età, le quote si incrementano per maturare anche  profitto la rendita pensionistica di vecchiaia. Le casse di pensione devono assicurare obbligatoriamente lo stipendio annuo: variabile obbligatoria tra i minimi AVS di CHF 23’940 ed il massimo AVS di CHF 82’080. Questo deve permettere alla persona, nei casi previsti, di disporre con le prestazioni del Pilastro 1, di circa il 60% dello stipendio anteriore. Se lo stipendio annuo è localizzato al di sotto del massimo AVS, l’assicurato può nei casi citati (pensione, decesso, invalidità) dover fare fronte a perdite importanti se questa parte non è stata oggetto di un’assicurazione complementare privata.

Pilastro 3

Il Pilastro 3 è destinato alla previdenza individuale. Il suo scopo è di coprire, nella cornice di una previdenza facoltativa complementare, i bisogni individuali eventuali generati delle lacune dell’assicurazione di base legale, Pilastri 1 e 2. In questo contesto, si distingue la previdenza legata del Pilastro 3a e la previdenza libera del Pilastro 3b.

 Pilastro 3a:  La previdenza legata

Il Pilastro 3a è destinato alla previdenza individuale a titolo facoltativo. Permette alle persone che esercitano un’attività professionale lucrativa di accumulare individualmente dei capitali propri per la loro pensione o di assicurare la cancellazione futura di un’ipoteca o mutuo. Gli importi versati sono commisurati alla durata minima prescritta dalla legge, ma in compenso, questa forma di risparmio gode di vantaggi fiscali importanti:  I versamenti effettuati fino all’importo annuo previsto dalla legge riducono considerevolmente il reddito imponibile. Inoltre, i rendimenti sono esenti dall’imposta sul reddito e dalla tassa anticipata. In certe condizioni, come per esempio l’inizio di un’attività professionale indipendente o l’acquisto di un alloggio in proprietà, i capitali risparmiati possono essere ritirati anche prima della scadenza della durata legale minima.

Versamenti massimali al Pilastro 3

Ø       Persone che appartengono ad una cassa di pensione (salariato):  6’566. – CHF ( 5.384 Euro ) per anno. 

Ø       Persone che non appartengono a nessuna cassa di pensione, indipendente:  il 20% del reddito annuo,      32’832.- CHF ( 26.922 Euro ) al massimo.

 

 Pilastro 3b:  La previdenza libera

Il Pilastro 3b associa tutti gli elementi della fortuna che non sono legati già nei pilastri 1, 2 e 3a. Questo comprende il risparmio volontario classico e l’investimento per gli obiettivi diversi come per esempio una formazione, la pensione, le vacanze, una nuova automobile, ecc. Le forme di investimento inglobano l’insieme dei modelli di risparmio individuale, come per esempio sotto forma di economie, di investimenti in titoli e valori, di acquisti di bene-fondi o di assicurazione-vita, queste ultime beneficiano in parte di vantaggi giuridici e fiscali.

 

C O N C L U S I O N E

 

1.      Ogniqualvolta un premier, un ministro, un politico o un giornalista dichiarano che il Sistema INPS è un sistema previdenziale equo, equilibrato, sostenibile, mentono spudoratamente o semplicemente e stupidamente riportano “commenti-bufala” espressi da altri, mentitori per ignoranza o per pseudo-ragioni elettorali di bottega.

2.      I 3 principali sindacati italiani sono ormai obsoleti, arteriosclerotici (continuano a ripetere come robot gli slogan degli Anni ’60) in cultura sindacale avanzata (come quella svizzera, tedesca). Lo dimostrano rivendicando solo di alzare i minimi di pensione mensile per le classi meno abbienti, ma non si esprimono mai a voce grossa contro l’enorme scandalo sociale delle “pensioni d’oro”.

3.      Lo Stato italiano dovrebbe pagare un’unica pensione basata esclusivamente sui contributi dei lavoratori anche autonomi e delle aziende, a prescindere dal loro ultimo reddito mensile, ma fissando il minimo sociale congruo col costo della vita e con l’obbligo sociale di garantire un minimo ragionevole di qualità di vita alle classi di cittadini meno abbienti e/o debilitati, magari variabile a livello regionale, data la notevole differenza dei livelli di costo della vita da Nord a Sud. Ed inoltre fissare un massimo sociale congruo con le esigenze finanziarie imprescindibili per poter garantire il minimo sociale congruo di pensione mensile senza ricorrere al debito statale.

4.      Questo perché un pensionato dello Stato non deve poter permettersi una vita da nababbo con la “pensione d’oro” (pagata dai cittadini!) perché nella sua vita ha guadagnato un sacco di soldi in aziende diverse e/o con incarichi istituzionali diversi, pagando i contributi prescritti. Deve limitarsi a una vita moderatamente agiata da pensionato, eventualmente arricchita da risparmi e da ricchezze private proprie, quindi non a carico addizionale dei cittadini.

5.      La pensione statale deve essere unica e garantita solo dallo Stato centrale, dall’INPS. E NON anche con pensioni N.2 o N.3 o N.4 da Regioni, Provincie, Comuni, Università, Enti Parastatali, ecc. I quali elargiscono pensioni e vitalizi a ruota libera secondo esclusivi interessi di bottega elettorale e/o di “cricca-politico-affaristica”, come largamente continuano a fare soprattutto le Regioni Lazio, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Regioni dominate politicamente da avventurieri-ladri-di-denaro-pubblico. Approfittando di leggi insulse di “indipendenza finanziaria territoriale”.

6.      L’attuale Sistema INPS va, pertanto, urgentemente e radicalmente ristrutturato, senza badare agli schiamazzi mediatici di lobbies, ordini professionali, “casta politica”, “casta sindacale”, politici nazionali o regionali locali, perché i loro “interessi di bottega elettorale” o “personali” sono in completa contraddizione con gli interessi sociali delle classi di cittadini meno abbienti (almeno 14.000.000, che prendono meno di 1.000 Euro mensili di pensione).

 

Speriamo che “i professori” ora al Governo se ne rendano conto e agiscano di conseguenza. Ma per agire ci vuole un forte senso del dovere etico-sociale verso i cittadini, unito a un implacabile disprezzo culturale per le “manovrine di corridoio” delle “cricche parlamentari” (trasversali).

Amen!

 

La ringrazio per la sua gentile attenzione e pazienza!

 

Cordiali saluti.

gualtiero.blog@gmail.com

Il sistema pensioni in Italia ? Una truffa sociale !ultima modifica: 2012-01-02T17:03:49+00:00da gualtiero.pw
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